
In attesa di riappropriarci del nostro tempo...
Erica Lee è un velo che volteggia nella brezza. Ha scelto il suo mondo e ha lasciato il mondo alle sue scelte.
La pioggia continua a scendere incessantemente, mista alle foglie strappate dal vento.
Io, che avevo un padre allergico a 90° minuto, io che da ragazzina non sapevo neanche cosa fossero i Mondiali di Calcio, io che crescendo ho smesso di ignorare per cominciare a detestare palloni e reti, io che col passare degli anni avrei dato l'ergastolo a chiunque -giocatori, dirigenti, pubblicitari e soprattutto tifosi- avesse a che fare con una stupida palla non più solo la domenica, ma 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana per 365 giorni all'anno, io, PROPRIO IO, ho sposato un calciatore, ho un suocero ex-calciatore e allenatore, un cognato super-calciatore, zii acquisiti ex-calciatori e cugini acquisiti calciatori. E mio figlio, secondo voi, che tipo di sport pensate abbia scelto? Ovvio, no? Oggi, udite udite, ha giocato la prima partita della sua vita!
L'abbiamo sentito, eccome se l'abbiamo sentito! Scosse lunghissime e ondeggianti.
Ebbene sì... il nuovo romanzo prosegue, dopo una pausa durata alcuni mesi.