giovedì 21 agosto 2008

Ognuno ha le proprie fisse









Vi sembra normale che ogni qualvolta mi capita di soggiornare in un albergo o in un bed & breakfast finisco sempre per fotografare i WC o i lavabi dei suddetti?
Non posso farne a meno. Devo documentarne le fogge, altrimenti mi
sembra d'essermi persa qualcosa!
E voi, avete di queste manie inconsce? E' proprio vero: ognuno ha le proprie fisse!

lunedì 18 agosto 2008

La magia di un incontro

Ieri: escursione in montagna. Niente di trascendentale, vale a dire Alpi o Dolomiti, nessuna scarpinata da alpinista provetta, ma tranquilla inerpicata su un paesino di otto abitanti nella stagione invernale. Un vero e proprio gioiello di dirupi, di case letteralmente sventrate dalla potenza della natura che lavora ogni giorno in sordina. Verde ovunque, cavallette, farfalle, acqua zampillante dalla sorgente e io, avvolta in una felpa, a contemplare un altro volto del paradiso.
Poi, all'improvviso, spunta un signore cicciotto e rubicondo che, come noi, dà un ultimo sguardo alla valle prima di riprendere la sua strada. E' un artista di strada: un po'clown, un po' giocoliere, un po' funambolo.
La sera prima ha lavorato in paese distribuendo ai bimbi zainetti colorati pieni di sorprese. Glien'è rimasto uno e lo regala a mio figlio, poi, come un timido folletto, riprende il suo viaggio per l'Italia. Altre piazze, altri volti, altri sorrisi da regalare a bambini che forse non sanno cos'è la gioia.
Lo salutiamo con la mano un'ultima volta prima di vederlo scomparire e io penso che se Gesù ritornasse sulla terra avrebbe i suoi occhi.

sabato 16 agosto 2008

Sangue: egoismo e indifferenza

Oggi c'è il sole ma il vento freddo, dovuto ai recenti temporali, rendono questa giornata poco adatta a una sosta sulla spiaggia. Oggi mi metterò sotto questo pergolato e cercherò di lavorare a ritmo serrato.
La storia mi sta conducendo su vie poco battute, ma non per questo poco interessanti.
Spesso mi distraggo. Penso ad un bimbo emofiliaco che ha un bisogno continuo di sangue perché non riesce a trovare un donatore compatibile per il midollo osseo. Io mi sento impotente. Come tutte le donne in buona salute posso donare sangue solo due volte all'anno e, anche se sono donatrice di midollo osseo, io e lui non siamo compatibili.
E allora penso a tutti quelli che, nonostante siano in buona salute, si rifiutano di diventare donatori per timori insensati o per banale (e ancor più colpevole) indifferenza.
Anch'io ne ho avuti, ma poi, diversi anni fa, sono andata in un centro AVIS e ogni paura si è dissolta: erano tutte gentilissime, premurose, attente ad ogni mia richiesta. Quel giorno stesso mi feci prelevare un po' di sangue per tutti i test necessari. Dopo qualche mese feci la mia prima donazione e ora sento d'avere una nuova famiglia.
Ricordo che una dottoressa un giorno mi disse: "Se tutti facessero un giro nei reparti dove si muore di leucemia non avremmo sempre carenza di sangue. Gli occhi sgranati di quei bambini
pallidi e sofferenti bussano alla nostra coscienza... ci fanno vergognare di noi stessi: per le nostre vite senza senso, per il nostro egoismo.".

E dire che basta così poco. Pensateci.
http://www.avis.it


mercoledì 13 agosto 2008

Lunga vita ai comici!

Altro che lunga vita al re o alla regina, una vita lunga e appagante dovrebbe essere riservata ai comici!
Mi è capitato molte volte di ritrovare l'entusiasmo e l'allegria proprio ascoltando monologhi, guardando telefilm o sketch sbellicanti.
A tal proposito riporto qui di seguito un testo straordinario, declamato dall'immenso Gigi Proietti. La straordinarietà del testo sta nel meraviglioso incastro di neologismi onomatopeici inesistenti, uniti alle pause e alla mimica dell'attore.
Ignoro chi sia l'autore del testo e me ne dispiace. Se qualcuno ne è a conoscenza me lo faccia sapere, grazie.
Ma ora godetevi il video e, se volete, seguite il testo:

IL LONFO
Il Lonfo non vaterca
né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego abisce, bisce
sdilenca un poco
e gniagio s'archipatta.
E' frusco il Lonfo
è pieno di lupigna
arrafferia malversa e sofolenta
se cionfi ti sbidullia e t'arrupigna
se lugri
ti botalla
e ti crivende.
Eppure il vecchio Lonfo ammarggelluto
e beve e zucchia nei trombazzi
fa l'esica busia e fa disbuto
e quasi quasi in segno di smerdazzi
ti affarferesti ugniffo.
Ma lui
zuto
t'alloppa
ti spernecchia e tu
l'accazzi.

lunedì 11 agosto 2008

La vita che volevamo

E' passata più di una settimana e ho rimandato il mio viaggio a Bologna per la fine di agosto. L'amica che doveva ospitarmi ha avuto degli imprevisti, così ci rifaremo più avanti.
Sarà bello trascorrere del tempo insieme a lei. In fondo siamo sempre le stesse, anche se maturate dagli anni, lo studio, la famiglia, il lavoro, i viaggi, le esperienze umane.
Ma era proprio questa la vita che avevamo immaginato da bambine?
Posso solo parlare per me, ovviamente, ma l'unica cosa di cui sono sempre stata certa è che sarei scappata dal mio paese per vivere in un altro luogo, un luogo che avrei sentito davvero mio.
Me ne sono andata, sì. Ma molti dolori li ho portati con me e ho dovuto anche fare i conti con i "ritorni obbligati" e le troppe difficoltà psichiche e materiali che hanno ammorbato la mia "fuga".
Le ristrettezze, le frustrazioni, le umiliazioni, l'abbandono, l'indifferenza di un passato ancora troppo recente bussano alla porta nei momenti più impensati. Tu vorresti non aprire, fingere di non essere in casa ma alla fine loro ti scovano sempre. Entrano attraverso gli spiragli di finestre che credevi d'aver chiuso, definitivamente.
Io li definisco gli effetti collaterali della mia felicità attuale. Ogni volta che sto bene, sento qualche dolorino qua e là: una fitta al cuore, un crampo allo stomaco, un cerchio alla testa.

Spesso mi chiedo: e se avessi mollato? Se avessi detto NO alla vita per sfuggire al fardello di dolore che mi portavo addosso?
Ebbene, non avrei acciuffato traguardi ritenuti impossibili. Non avrei provato le gioie indescrivibili dell'amore e della maternità che a me sembravano precluse.

Ci sono due cose che ho capito vivendo: nulla è impossibile e non ci sono limiti peggiori di quelli mentali. Io ne ho abbattuti molti ma, finché avro vita, non smetterò di abbatterne per essere davvero libera.

domenica 10 agosto 2008

Olimpiadi, conflitti dimenticati e speranza

Oggi questo blog dovrebbe avere uno sfondo nero. Tutto quest'azzurro non ha senso per i civili morti a pochi passi da noi... in Ossezia del Sud, in Georgia, per quelli che continuano a morire in Darfur, in Ruanda, in Somalia, negli attacchi terroristici a Xinjian, per i diritti umani calpestati in Cina e in troppi paesi del mondo.
I nostri drammi personali si mescolano alle tragedie del mondo, e io mi sento come una bolla di sapone: troppo fragile e indifesa per non dissolvermi contro l'invadenza, la violenza e l'ottusità degli uomini.
Oggi, solo la luce di Dio trasfusa negli occhi puri di mio figlio, riesce a dare un senso a questa vita.

venerdì 8 agosto 2008

Nessuno tocchi i bambini!


L'innocenza dei bambini si vede persino in una manina sui sassi bianchi di una spiaggia.