mercoledì 13 agosto 2008

Lunga vita ai comici!

Altro che lunga vita al re o alla regina, una vita lunga e appagante dovrebbe essere riservata ai comici!
Mi è capitato molte volte di ritrovare l'entusiasmo e l'allegria proprio ascoltando monologhi, guardando telefilm o sketch sbellicanti.
A tal proposito riporto qui di seguito un testo straordinario, declamato dall'immenso Gigi Proietti. La straordinarietà del testo sta nel meraviglioso incastro di neologismi onomatopeici inesistenti, uniti alle pause e alla mimica dell'attore.
Ignoro chi sia l'autore del testo e me ne dispiace. Se qualcuno ne è a conoscenza me lo faccia sapere, grazie.
Ma ora godetevi il video e, se volete, seguite il testo:

IL LONFO
Il Lonfo non vaterca
né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego abisce, bisce
sdilenca un poco
e gniagio s'archipatta.
E' frusco il Lonfo
è pieno di lupigna
arrafferia malversa e sofolenta
se cionfi ti sbidullia e t'arrupigna
se lugri
ti botalla
e ti crivende.
Eppure il vecchio Lonfo ammarggelluto
e beve e zucchia nei trombazzi
fa l'esica busia e fa disbuto
e quasi quasi in segno di smerdazzi
ti affarferesti ugniffo.
Ma lui
zuto
t'alloppa
ti spernecchia e tu
l'accazzi.

lunedì 11 agosto 2008

La vita che volevamo

E' passata più di una settimana e ho rimandato il mio viaggio a Bologna per la fine di agosto. L'amica che doveva ospitarmi ha avuto degli imprevisti, così ci rifaremo più avanti.
Sarà bello trascorrere del tempo insieme a lei. In fondo siamo sempre le stesse, anche se maturate dagli anni, lo studio, la famiglia, il lavoro, i viaggi, le esperienze umane.
Ma era proprio questa la vita che avevamo immaginato da bambine?
Posso solo parlare per me, ovviamente, ma l'unica cosa di cui sono sempre stata certa è che sarei scappata dal mio paese per vivere in un altro luogo, un luogo che avrei sentito davvero mio.
Me ne sono andata, sì. Ma molti dolori li ho portati con me e ho dovuto anche fare i conti con i "ritorni obbligati" e le troppe difficoltà psichiche e materiali che hanno ammorbato la mia "fuga".
Le ristrettezze, le frustrazioni, le umiliazioni, l'abbandono, l'indifferenza di un passato ancora troppo recente bussano alla porta nei momenti più impensati. Tu vorresti non aprire, fingere di non essere in casa ma alla fine loro ti scovano sempre. Entrano attraverso gli spiragli di finestre che credevi d'aver chiuso, definitivamente.
Io li definisco gli effetti collaterali della mia felicità attuale. Ogni volta che sto bene, sento qualche dolorino qua e là: una fitta al cuore, un crampo allo stomaco, un cerchio alla testa.

Spesso mi chiedo: e se avessi mollato? Se avessi detto NO alla vita per sfuggire al fardello di dolore che mi portavo addosso?
Ebbene, non avrei acciuffato traguardi ritenuti impossibili. Non avrei provato le gioie indescrivibili dell'amore e della maternità che a me sembravano precluse.

Ci sono due cose che ho capito vivendo: nulla è impossibile e non ci sono limiti peggiori di quelli mentali. Io ne ho abbattuti molti ma, finché avro vita, non smetterò di abbatterne per essere davvero libera.

domenica 10 agosto 2008

Olimpiadi, conflitti dimenticati e speranza

Oggi questo blog dovrebbe avere uno sfondo nero. Tutto quest'azzurro non ha senso per i civili morti a pochi passi da noi... in Ossezia del Sud, in Georgia, per quelli che continuano a morire in Darfur, in Ruanda, in Somalia, negli attacchi terroristici a Xinjian, per i diritti umani calpestati in Cina e in troppi paesi del mondo.
I nostri drammi personali si mescolano alle tragedie del mondo, e io mi sento come una bolla di sapone: troppo fragile e indifesa per non dissolvermi contro l'invadenza, la violenza e l'ottusità degli uomini.
Oggi, solo la luce di Dio trasfusa negli occhi puri di mio figlio, riesce a dare un senso a questa vita.

venerdì 8 agosto 2008

Nessuno tocchi i bambini!


L'innocenza dei bambini si vede persino in una manina sui sassi bianchi di una spiaggia.

mercoledì 6 agosto 2008

Un'insana passione per Robbie Williams

Beh... proprio insana non direi. Va bene vagheggiare col pensiero, ma coi piedi e tutto il resto me ne sto ben piantata in terra. Non sono così sciroccata.
Il tutto è cominciato alcuni mesi fa, in modo alquanto casuale. Facevo zapping e su MTV becco il suo concerto alla Royal Albert Hall di Londra.
Ero sbigottita: il Robbie Williams di Rock DJ, Angels, Strong, Radio... non soltanto aveva una forma invidiabile e l'incarnato fresco come una rosa, ma vantava anche una voce ed un repertorio degni delle più belle voci della musica mondiale.
Ma la folgorazione (con annesso invaghimento da romanzo d'appendice) giunge all'ultimo brano del concerto.
Le note di My way iniziano ad espandersi nell'aria e io mi perdo su quel palco che lo vede al centro della scena con la sicumera di impareggiabile mattatore.
E quando sembra che la sua solita aria strafottente stia per prendere il sopravvento... ecco che gli occhi non riescono a trattenere le lacrime e la bocca viene percorsa da un tremito.
Robbie Williams è sopraffatto dall'emozione! Non riesco a crederci.
E il mio cuore esplode in una gioia incontenibile.


La verità è questa: io credo di essere sempre stata attratta da lui e dalla sua voce, ma trovavo (e trovo ancora) repellenti i suoi numerosi tatuaggi (tranne le sue iniziali dietro l'orecchio sinistro), le sue esternazioni
e il suo esibizionismo da egocentico adolescente, per cui, solo quando l'ho visto in camicia bianca, elegantemente ammiccante, emozionato e addirittura commosso sono stata trafitta dallo strale di Cupido (si fa così per dire).
Insomma, sono invaghita di una chimera. Quel Robbie non esiste, o meglio,
Robbie è questo e molto altro. Soprattutto, quell'anima nera che non vorrei.

lunedì 4 agosto 2008

La grammatica? Un optional

Stavo sorseggiando una limonata al porto quando tre miei coetanei, tutti uomini, divagavano su politica, sport (calcio), auto e traffico.
E che c'è di strano, direte voi? Nulla, a parte il pessimo italiano infarcito di espressioni molto in voga:

- piuttosto che
- quant'altro
- giro di vite

e così via.

Ora, la congiunzione congiuntivale "piuttosto che" mi è a dir poco odiosa perchè ormai non ha più il valore di "invece di", "anziché", nossignore, ma è usata in luogo delle più semplici congiunzioni "o" ed "oppure", e addirittura al posto del segno d'interpunzione più comune: la virgola! Non ci credete?
- C'era l'arrosto piuttosto che
(visto????) la frittura di pesce, la spigola..." - ha detto uno dei tre.
- Sì, ma che prezzi!
E' il giro di vite - (e io che credevo fosse solo il titolo di un romanzo di Henry James!) ha risposto l'altro.
E il terzo fa:
- Hai ragione, viaggiare piuttosto che (o, per Diana!) mangiare costa nello stesso modo!
- Io non vado neanche più allo stadio. Ormai mi sono fatta la Pay tv così vedo partite e quant'altro (costava troppa fatica aggiungere film e telefilm?).

E meno male che mi è finita la bibita altrimenti avrei rischiato di suicidarmi in diretta.

sabato 2 agosto 2008

Semi di girasole e riflessioni sulla vita

Questa mattina sono scesa in spiaggia alle 6,00. C'è poca gente a quell'ora e il mare è di un azzurro (e freddo) intenso che invita a nuotate rigeneranti. Oggi più del solito, perciò mi sono tuffata. Per poco non collassavo, ma è stato stimolante. Ho lasciato ogni pensiero sulla battigia e ho galleggiato tra i flutti come un guscio vuoto.
A volte è così appagante essere gusci vuoti... certe starlett della tv sanno bene che cosa intendo dire... comunque, dopo ho fatto colazione sulla spiaggia. Niente brownies ma un sandwich con frittata e prosciutto. Una cosina leggera, tanto per gradire.
La trama del nuovo romanzo sta prendendo corpo. Ogni giorno aggiungo nuovi elementi che portano avanti la storia, spero solo di non aggiungerne troppi che la trascinino indietro.

La signora Matilde mi ha portato un girasole in camera qualche minuto fa e mi ha chiesto se mi andava di mangiarne i semi per passatempo. Non lo avevo mai fatto prima ma è rilassante, devo ammetterlo. Una schiacciatina tra i denti e il semino sguscia via direttamente sulla lingua. Ha un buon sapore. Ecco, ho imparato un'altra cosa oggi.
A volte si è inclini a pensare che i giorni siano sempre tutti uguali e che ci sia ben poco da imparare dalla vita ordinaria. Nulla di più falso.
La vita è come un romanzo a puntate dove tutti noi -i personaggi- in un modo o nell'altro, compiamo un cammino che ci porta a un epilogo. Nel percorso impariamo delle cose, facciamo delle scelte, piangiamo, ci annoiamo, sbagliamo, esultiamo e ci innamoriamo -il più delle volte restandone delusi.
La trama è sempre la stessa ma sta al nostro"stile" renderla speciale.
Vedete, anche un seme di girasole può far riflettere...

Ci risiamo... lo sapevo che non potevo essere un guscio vuoto a lungo...