martedì 16 dicembre 2008

Un anno speciale

Sono in fermento, come mai prima d'ora.
Nell'ultimo anno sono passata da una vita molto monotona a una vita estremamente (per i miei standard) veloce e piena di impegni. La vita che ho sempre desiderato, tanto per essere chiari.
E, come succede spesso nella vita, tutto mi è caduto addosso all'improvviso. O forse no.
In tutti questi anni, diciamo che mi sono impegnata tanto, in sordina, accettando ogni tipo di lavoro onesto e mal pagato, studiando, cercando, sperando (spesso piangendo) che il mio momento sarebbe arrivato... ed è arrivato!
Tutta la fatica e la sofferenza sono servite per portarmi esattamente dove sono adesso e dove, forse, sarò in futuro.
E poi, come succede spesso nella vita (vedi sopra), tutto cambia e ci porta verso un'altra direzione.
Ora, però, lasciatemi godere questo momento speciale della mia vita. Il più bello che io ricordi.

martedì 9 dicembre 2008

Dimmi come guidi e ti dirò chi sei

Sì, se volete conoscere bene un parente, un conoscente, un amico, un nemico o il vostro nuovo amore, vi consiglio di osservarlo alla guida della sua auto.
Io, di mio marito, sono rimasta affascinata anche dalla sua abilità di guidatore. Un episodio fra i tanti: parcheggio impossibile con una sola manovra, per lasciarmi a pochi metri da casa.
Ma, come potete ben immaginare, non esistono solo i fuoriclasse della guida ma anche, e spesso, gli imbranati, i paurosi, i fobici, i nevrotici, i prudenti, gli smargiassi e gli incoscienti.
Ma passiamo a vederli nel dettaglio.

Sia l'imbranato che il pauroso sono individui insicuri. Hanno poca stima di sé stessi, magari perché non riescono a trovare un lavoro o vengono da una famiglia modesta e temono di non poter competere con gli altri. L'imbranato lo riconosci dai parcheggi segnalati con oltre 100 metri dalla zona x, per individuare quelli con lo spazio sufficiente a due tir incolonnati (ed evitare quelli da fare in retromarcia). Il pauroso, invece, lo individui dalla persistenza allo stop per circa due minuti buoni, nonostante si trovi in pieno deserto del Gobi.

Il fobico, vive di insicurezza cronica, perché ha avuto grossi traumi nella vita: una famiglia che ha sottolineato solo le sue sconfitte, un incidente vissuto in prima persona o la perdita di una persona cara per lo stesso motivo. Spesso si sposta su tragitti consolidati, mai nelle ore di punta e va in crisi se un pedone, attraversando la strada, lo obbliga a fermarsi e ad innestare di nuovo la prima e ripartire.

Il nevrotico è sicuramente un iperattivo, sempre incasinato e spesso disordinato. Lo riconosci dalla guida a scatti, il clacson strombazzante per un nonnulla, le frenate all'ultimo secondo.

Il prudente viaggia ad una velocità di 50 km orari, anche fuori dai centri abitati, fa mettere la cintura a tutti i suoi passeggeri, viaggia con ogni tipo di cartina, rallenta in prossimità del semaforo (se da lontano ha notato che il verde è stato acceso per troppo tempo) e tiene così strettamente la destra che ha il fianco destro abraso dai rami sporgenti ai lati della strada.

Lo smargiasso e l'incosciente, strano a dirsi, sono come gli imbranati e i paurosi: insicuri. Solo che mascherano la loro insicurezza con la sbruffoneria, il totale spregio della vita altrui. Li riconosci dalla completa scempiaggine criminale nel passare col rosso e allo stop a velocità stratosferiche, magari ubriachi o sotto l'effetto di stupefacenti. Perché? Perché fa figo, perché ci si sente immortali, perché la vita mia e me la gestisco io (e invece prendo quella degli altri).

Ovviamente la mia è psicologia spicciola, ci mancherebbe, ma la prossima volta che farete i passeggeri, osservate bene chi avete accanto o davanti.

E voi, che tipo di guidatori siete?

mercoledì 3 dicembre 2008

Gesto di esultanza? No, grazie.

Non so voi, ma se c'è una cosa che detesto con tutte le mie forze è l'esultanza, o meglio, i gesti di esultanza dei calciatori e degli sportivi in genere.
Il caro, vecchio urlo liberatorio è stato messo in soffitta per essere rimpiazzato da mosse degne di internati sotto allucinogeni.
Passino le maglie sulla faccia di "ravanelliana" memoria, i tripli salti mortali, i trenini, i balletti intorno alla bandierina, gli aeroplanini, i pollici a mo' di ciuccio, le linguacce al cielo, ma quello che più mi scuote il sistema nervoso è "la mano rotante" di Luca Toni. Non chiedetemi perché mi dia così fastidio, non so davvero cosa rispondervi! Forse perché mi sembra un gesto arrogante, del tipo: -"Vi suona bene questo goal? Sono o non sono il migliore?
Ma non bastava Luca Toni, no. Alle Olimpiadi di Pechino, mentre ero al culmine della gioia per l'oro nella gara di judo, ecco che Giulia Quintavalle alza il braccio e parte con la famigerata "mano rotante", mentre squadra il pubblico con occhi fieri. Anche in quell'occasione mi è sembrato che il gesto dicesse: - Sono o non sono la migliore?

Nulla da eccepire, tutti voi calciatori o sportivi siete bravi, bravissimi, ultra mega campioni... solo una cosa, però: esultate istintivamente, come individui normali, perchè non credo che il fortunato vincitore di 45 milioni di euro del superenalotto si sia lambiccato il cervello per esternare l'altro giorno la sua folle soddisfazione.

giovedì 27 novembre 2008

Un pianeta per nessuno

I tempi in cui ci sentivamo sicuri di girare per il mondo sono finiti, forse per sempre. Il terrore ci tiene in pugno, ci paralizza e ci soffoca.
Ma non voglio lasciarmi deprimere. Per mio figlio, soprattutto, perché si affaccia alla vita e non comprende il motivo di tanta violenza: "Mamma, ma perché tutti vogliono sempre i soldi?" e "Perché la gente viene uccisa?".
E io, quasi ammutolita, che non so cosa e come spiegare la follia umana.

sabato 22 novembre 2008

Portatile, moka e blog: bisogno d'amore o misantropia senza speranza?

La febbre è passata, in compenso mi è venuto il raffreddore dentro le mura di casa. E la faringite? Si è spostata nella parte sinistra della gola. Ma nulla di non sopportabile.
Lavoro al computer. Sempre.
A volte vorrei averlo a centinaia miglia da me, eppure, al mattino è la prima cosa che cerco dopo aver messo su la moka sul fuoco. Sì, perché il caffè mi piace alla maniera tradizionale, con l’aroma che sale piano piano e invade la cucina.
E adesso sono ancora qui, a scrivere per la mia comunità virtuale, per il mio bisogno di comunicare, per sentirmi viva e non solo un individuo di passaggio nella vita di qualcuno.
Si vede che sono ammalata, non è vero?
Domani sera sarò a una festa di compleanno e, se rispetto gli standard, sarò sopraffatta da un’emicrania spaventosa. Vi farò sapere.
Che sia una misantropa senza speranza?
Vi lascio augurandovi una domenica serena.

mercoledì 19 novembre 2008

Influenzata, ma non KO


Da ieri sera ho un febbrone a 39°.
Oggi niente scuola. La dottoressa mi ha visitata e mi ha consigliato, come minimo, 4 giorni al caldo e 5 di antibiotici: "E non voglio sentire ragioni, li prendi e basta! E ai primi di dicembre ti consiglio anche il vaccino."
Ok, capitano, lo farò.
Me ne starò a casa a fare la brava, anche se le faccende non aspettano che la febbre mi dia un po' di tregua o che la faringite vada a farsi un giro altrove.
Perciò... influenzata sì, ma non KO.

lunedì 17 novembre 2008

Cottage incantato per ridarmi il sorriso

Mi concedo un attimo di sogno, pensando alla campagna inglese e ai suoi cottage incantati. Ne ho bisogno: la giornata non è stata delle più gradevoli, mio figlio ha la febbre alta e io sono vicino per cedere all'influenza. Buon inizio settimana.
p.s. Le mie lezioni con Speak up continuano, ma oggi devo rinunciarvi. :-(