mercoledì 8 ottobre 2008

Alla faccia della crisi mondiale

Se negli USA piangono il morto, in Italia siamo al capezzale del moribondo.
Visto che il futtuto... ops... futuro (lapsus freudiano) di tutti è un volo senza paracadute io ho un unico suggerimento: sognate!
Io lo faccio con questa casa sul Tamigi. Oh... lo so che non ci metterò mai piede sul serio, è ovvio, ma niente, neppure il crollo delle borse mondiali, può impedirmi di sdraiarmi su quei divani bianchi, togliermi i calzini e zampettare sul parquet mentre canto a squarciagola "God save the Queen"!
La fantasia e il sogno sono le uniche cose che questa vita non riuscirà a strapparmi mai.

P.S. Se il proprietario dell'appartamento capitasse casualmente su queste pagine, sappia che sarei lietissima di accettare un suo invito.


mercoledì 1 ottobre 2008

Scrittori si nasce e si diventa

La vita non è certo facile. Per alcuni è più semplice che per altri, ma tutti sanno che non è propriamente una tranquilla passeggiata in riva al mare. Allora cosa si fa?
Beh... si può soccombere maledicendo tutti e tutto, annientarsi con migliaia di dipendenze (fumo, droga, alcool, sesso) oppure si può andare in cerca della soluzione più adatta per dare una svolta positiva alla propria vita.
Cosa c'entra questo con il tema del post? C'entra, c'entra. Ora ve lo spiego: c'era una ragazzina al parco l'altro giorno e aveva un muso così lungo da sembrare una proboscide. La guardo, lei mi guarda, poi a un tratto mi dice: - Ma tu non sei la maestra di F?-, Sì, certo. -, - Perché sei al parco? -, - Perché qui posso leggere in pace. -, - Leggere? A che serve? Non fa diventare ricchi, non paga i debiti, l'affitto, le bollette.
Dopo questa risposta ho capito che tale considerazione non era frutto di una sua riflessione, ma era semplicemente la riproposizione di un commento fatto da qualche adulto della sua famiglia (presumibilmente i suoi genitori). Non sto a raccontarvi la chiacchierata che ne è seguita, ma spero di averle offerto degli spunti su cui riflettere.
In lei ho rivisto me da bambina. Mia madre non faceva altro che riprendermi (sto usando un eufemismo) quando mi vedeva con un libro in mano. Studiare sui libri di scuola andava bene, ma leggere per il proprio piacere, per arricchirsi e per evadere era una perdita di tempo, una stupidaggine, una cosa del tutto inutile: -Bisogna fare cose pratiche, che portano i soldi a casa! La lettura, l'arte la devono fare solo quelli che hanno i soldi per non fare niente.
Sì, leggere per mia madre era NON FARE NIENTE. Superfluo aggiungere che scrivere per lei era una follia, per lo stesso motivo. - A che serve? Se diventi famosa i soldi arrivano, ma noi non siamo nessuno e ci vogliono le raccomandazioni!
Così, lei affossava persino quella gioia che riuscivo a provare coi libri.
Mia madre si sbagliava. I libri servono, eccome se servono! Possono cambiare il mondo e hanno cambiato il mondo! Nel bene e nel male, purtroppo. Grazie ai libri ho costudito i miei sogni, li ho alimentati e li ho (in parte) realizzati. Dai libri ho capito che bisogna lottare per raggiungere tutti i traguardi della vita, che le strade più dure e tortuose sono tali solo all'inizio perché poi si corre su un rettilineo in discesa, che la conoscenza è la chiave per vivere pienamente e diventare uomini degni di questo nome, che la conoscenza ci rende liberi, che non importa essere ricchi, famosi o belli per diventare uomini di valore, che non importa essere sempre i migliori perché anche divertirsi non è male.
Ecco, avrei voluto che fossero stati i miei genitori ad insegnarmi tutto questo. Peccato non sia stato così. Avrei vissuto una vita meno tortuosa e più serena. E allora, tornando al titolo del post: scrittori si nasce ma ci si può anche diventare, nonostante gli ostacoli, i pochi mezzi, la necessità di fare altro per vivere... forse non cambieremo il mondo ma potremo illuminare il cuore di qualcuno, magari di un bambino a cui è negata la gioia di sognare.

giovedì 25 settembre 2008

Voyager: il mistero corre sul... nulla

Ieri sera ero a casa di una mia amica che si sintonizza sulla fantasmagorica trasmissione di Rai 2, Voyager appunto, dove un Roberto Giacobbo piuttosto "lievitato" e insopportabilmente gesticolante decantava le meravigliose scoperte e i segreti che sarebbero stati rivelati nella trasmissione di ieri sera: "Entreremo nella famosa area 51... cosa nascondono le Forze Armate Americane in quella impenetrabile zona militare?... Poi andremo alla scoperta di uno dei luoghi più misteriosi e straordinari del mondo: il Machu Picchu. Chi lo ha costruito? E come?... E ancora: cosa c'è di vero nell'inquietante profezia contenuta in una frase di Albert Einstein
- Quando scomparirà l'ultima ape sulla faccia della Terra, il destino dell'uomo sarà segnato. - ? ".
Partendo dal presupposto che una profezia (prendo testualmente dal dizionario) è una PREDIZIONE INFALLIBILE di eventi futuri, che deriva dall’ispirazione divina, spec. dei profeti della Bibbia, di Gesù Cristo, dei santi e dei veggenti della tradizione agiografica o una predizione fondata su INTUIZIONE PERSONALE o dedotta dall’applicazione di tecniche magiche e divinatorie, ma anche un AVVERTIMENTO PERSONALE su eventi che si possono verificare in futuro, occorreva scomodare Einstein e i soldi dei contribuenti per capire che il nostro mondo inquinato, depauperato e sventrato si stia appropinquando al tracollo definitivo?
Vogliamo parlare della famosa AREA 51? E parliamone. A parte il fatto che l'argomento è stato già trattato un miliardo di volte, pensate davvero che ieri sera il mistero sia stato svelato?... Certo che no. Bravi, risposta esatta! Non ho cronometrato il servizio perché ero troppo impegnata a ridere con mio marito su quei due attempati americani che continuavano a girare intorno alla famigerata AREA per scoprire qualcosa di insolito, che andavano su un'altura, armati di strumenti ad alta tecnologia e restavano svegli tutta la notte per vedere, a un tratto, una lucina nel cielo (un aereo) e un Mig che si è messo a volteggiare nell'aria alle prime luci del mattino. Il servizio si è concluso, al solito, con una affermazione che ci ha fatto tremare le vene ai polsi: "Sono ancora tanti i misteri da scoprire.".
Ma non dovevano essere rivelati in puntata?
Volete sapere del Machu Picchu? Mi dispiace ma mi sono persa le rivelazioni del secolo perché mio figlio si era addormentato (e non soltanto lui).
Non so quanto Voyager abbia fatto di share ieri sera, ma tutti quelli che lo hanno visto sono stati sicuramente meno lungimiranti di un mio alunno (uno dei più "somari" della classe). Un compagno (tra i più bravi) dice: - Stasera c'è Voyager! Lo sai che ci faranno vedere gli UFO?!?- e lui - Macché, là dicono solo cavolate!- .
Io avrei usato un'altra terminologia... ma questo è un altro discorso.

venerdì 19 settembre 2008

Quando l'amore sconvolge le vite e la razionalità evita disastri

Sotto questo cielo tuonante mi torna alla mente, prepotentemente, la parte finale del film “I Ponti di Madison County”.
Francesca è nell’auto che la riporterà a casa, alla sua vita di sempre. Ha ormai deciso. Non seguirà Robert, il fotografo giramondo. La lealtà verso i propri cari è più importante di ogni amore, di ogni accecante passione. E poi non potrebbe essere felice sapendo di essere la causa del dolore e dell’infelicità della sua famiglia. La felicità è un sentimento da condividere con tutti, non un premio agguantato a scapito di qualcun altro.
Ma Robert è là fuori… lo intravede sotto lo stesso cielo scrosciante di pioggia che io vedo dalla mia finestra e… tentenna.

Suo marito torna in auto e la riporta alla realtà della semplice banalità quotidiana. Anche Robert entra in macchina e parte. Prima di svoltare e scomparire per sempre si abbassa sul cruscotto, poi si sfila la collana che le ha regalato Francesca e l’appende allo specchietto. Il loro ultimo gesto d’intesa, il loro ultimo gesto d’amore. Francesca afferra la maniglia della portiera per raggiungerlo, ma è troppo tardi.
Esplode in un pianto disperatamente composto e suo marito non comprende. Lascia che il fiume scorra silente com’era stato fino allora.


L’interpretazione di Meryl Streep è magica perché in lei non c'è sconcezza, calcolo. In lei c'è quell'amore che dura tutta la vita e che ogni donna al mondo vorrebbe provare. L'amore che resta puro e intenso fino all'ultimo respiro... ma che forse esiste solo nei libri e sullo schermo.
Buona visione, potere rivederlo qui a fianco.
Buon fine settimana.

venerdì 12 settembre 2008

"Fame" e la musica che ti travolge

Tra i film che adoro, e che ho rivisto almeno un centinaio di volte, c'è FAME di Alan Parker, un capolavoro da tutti i punti di vista. Racconta le speranze, le disillusioni, la fatica di vivere in un mondo che sembra non aver posto per chi è diverso o si sente diverso. Ma il film si chiude con un inno alla gioia, un puro inno alla vita. Nel saggio di fine anno, i ragazzi che non sono belli, non hanno dentature perfette e taglie da modelli, intrecciano le loro voci in una fantasmagoria di suoni tale, da farti esplodere in un pianto liberatorio senza alcun preavviso.
Sarà stato anche per i violini, per i corpi guizzanti lanciati verso il cielo ma la prima volta ne fui sopraffatta.
Yes, I sing the body electric!
Spero che anche voi possiate provare una emozione simile alla mia. Se volete (pazientate un po' per scaricarlo tutto, ma ne vale la pena) guardatelo attentamente ed ascoltatelo a tutto volume.
E' il mio regalo per voi.

giovedì 11 settembre 2008

Un nuovo anno scolastico, un nuovo inizio

La scuola ha riaperto i battenti. Tra i cuccioli di "prima" c'era chi tentava di farsi coraggio ridendo e chi se ne stava in disparte ammutolito. I più emozionati: i genitori che, armati di videocamere e macchine fotografiche, imprimevano nella memoria (digitale e non) le loro ansie, aspettative, gioie e paure di adulti cresciuti solo biologicamente.
Mi sono emozionata nel rivedere le classi nelle quali abbiamo lavorato, quei volti di ragazzi che ritroveremo ogni giorno per un altro anno scolastico. Li ho trovati cresciuti, abbronzati, sorridenti. Nessuno mi è sembrato triste, tranne uno. Lo era anche nell'anno appena trascorso. Vorrei cambiare le cose per lui ma è schivo, si trincera dietro una timida spavalderia (timida solo nei confronti degli insegnanti). Forse desidera solo una carezza, una parola dolce. Cerco di fare quello che posso quando le attività comuni lo permettono. E poi c'è lui, il bimbo affetto dalla sindrome di Down, che mi hanno affidato anche quest'anno. E' stato felice di vedermi e non ha fatto un capriccio, una smorfia per tutta la giornata. Ho rivisto il suo sorriso e il mondo mi è sembrato meraviglioso anche in un giorno orribile come oggi, 11 settembre.
Che il nuovo anno mi faccia diventare una persona migliore: me lo auguro.

lunedì 8 settembre 2008

Perché?

- Perché le zanzare e tutti gli insetti dotati di pungiglione finiscono sempre per banchettare su di me nonostante l'Autan, le palandrane e la citronella?
- Perchè quando c'è qualche raro, rarissimo film interessante alla tv c'è sempre qualcuno che mi chiama al telefono per "fare due chiacchiere"?
- Perché ogni volta che sono invitata a cena o ad una festa mi assale un'emicrania da guinness dei primati?
- Perché ogni qualvolta trovo un lavoro gratificante è sempre saltuario, part-time o sottopagato?
- Perché i poveri sposano i poveri, e le belle si innamorano sempre di ricchi famosi o di famosi ricchi?
- Perché il 99% dei genitori non riprende i propri figli piccoli per i comportamenti maleducati, irrispettosi e volgari, per poi pretendere educazione, rispetto e decenza nei modi e nelle parole da quegli stessi figli in età adolescenziale?
- Perché mia suocera mi chiede sempre dove ho parcheggiato la macchina?
- Ma, soprattutto, perché se si ha un'intelligenza normale, un lavoro normale, una vita normale si è considerati anormali?